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Petrolio: lo Shale USA fa i complimenti all’OPEC



La Redazione Articolo pubblicato il 07/04/2021 12:00:00
“Stanno tentando tornare ad una situazione di domanda ed offerta - continua Hollub - molti paesi in tutto il mondo hanno bisogno di un greggio a 60, 70 o 80 dollari per barile al fine di raggiungere il punto di pareggio e quindi credo che nel 2022 arriveremo a 70 dollari o più”.

 

Occidental Petroleum Corp. ha elogiato l’operato del Cartello e dei suoi alleati, la cosiddetta OPEC+, per la brillante gestione dei mercati petroliferi dopo il crollo dell’anno passato causato dal diffondersi del coronavirus nel mondo intero; la società ha affermato senza mezzi termini che il settore shale è grato al gruppo misto di produttori per gli sforzi profusi.

“Sono stati brillanti, per come hanno gestito la situazione, per come hanno operato - spiega l’amministratore delegato di Occidental Petroleum, Vicki Hollub, durante una conferenza organizzata Texas Independent Producers & Royalty Owners Association - in questo momento ogni compagnia oil & gas statunitense sta apprezzando i loro sforzi”.

La OPEC+ ed il settore shale statunitense sono stati rivali per la maggior parte dell’ultimo decennio e questo a causa della veloce crescita degli Stati Uniti che ha sottratto quote di mercato al Cartello nonchè parte della capacità di controllo del mercato da parte del Gruppo dei Paesi Esportatori.

Grafico Petrolio (WTI) by Tradingview

Nel corso dell’ultimo anno, tuttavia, gli Stati Uniti hanno perso circa 2 milioni di barili al giorno di produzione (circa il 15% del totale) e la crescita futura è messa a dura prova dal ridotto accesso dei produttori al capitale e dalle richieste degli azionisti di rendimenti in denaro rispetto a una maggiore produzione.

Hollub afferma che sarebbero necessari "troppi investimenti" per gli Stati Uniti per tornare al picco di circa 13 milioni di barili al giorno raggiunto nel primo trimestre del 2020.

Per quanto concerne la produzione, Hollub prevede che la OPEC+ ripristinerà parte dei barili tolti dal mercato tramite i tagli alla produzione, ma non si tratterà di un volume sufficiente a sovrastare la domanda nella seconda metà dell’anno.

“Stanno tentando tornare ad una situazione di domanda ed offerta - continua Hollub - molti paesi in tutto il mondo hanno bisogno di un greggio a 60, 70 o 80 dollari per barile al fine di raggiungere il punto di pareggio e quindi credo che nel 2022 arriveremo a 70 dollari o più”.

 

Fonte Bloomberg

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