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Petrolio: la pressione sui prezzi non se ne andrà facilmente…
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La Redazione Articolo pubblicato il 09/09/2019 12:00:39
La pressione sui prezzi del greggio non scomparirà facilmente: a mantenerla presente sarà il consumo sotto tono

 

Stando ad uno studio pubblicato da British Petroleum, la crescita del consumo globale di petrolio dovrebbe mostrarsi inferiore ad un milione di barili giornalieri nel corso di quest’anno e questo, tradotto in variazione percentuale, significa un tasso di crescita inferiore all’1% che si propone come il più contenuto dal 2014 ad oggi e, prima ancora, dal 2012.

Il 2014 ed il 2012, tuttavia, sono stati connotati da un elemento ben preciso, ossia prezzi del petrolio superiori a 100 dollari per barile che hanno contenuto il consumo, ma la situazione ai giorni nostri si mostra differente, con i prezzi dell’oro nero che, nel 2019, sono stati mediamente inferiori ai 65 dollari per barile, un prezzo che, se rapportato ai fondamentali di domanda ed offerta, non fa altro che evidenziare la debolezza della richiesta.

Le proiezioni di BP sono persino inferiori a quelle della International Energy Agency, che indicano un aumento della domanda pari ad 1,1 milioni di barili giornalieri, a quelle della OPEC, anch’esse pari ad 1,1 milioni di barili giornalieri, ed a quelle della U.S.Energy Information Administration, che indicano un aumento della richiesta pari ad 1 milione di barili giornalieri.

Le proiezioni di BP, sebbene possano sembrare eccessivamente negative, sono sostanzialmente in linea con il rallentare della crescita economica globale derivante dal protrarsi della guerra commerciale in atto tra Stati Uniti e Cina, un contesto che crea una fortissima incertezza per le imprese.

 

Economia in difficoltà

La crescita del PIL globale è stata il driver principale nella crescita del consumo di petrolio degli ultimi 50 anni, con i prezzi che hanno rivestito solamente un ruolo secondario costringendo i consumi a porsi in linea con la produzione a breve termine.

Nel 2018, secondo la World Bank, il PIL globale è aumentato del 3%, ma tale crescita dovrebbe rallentare al 2,6% nel 2019.

Una crescita del PIL globale pari al 2,6% si proporrebbe come la più lenta dal 2014 - in questa occasione la crescita del consumo di greggio era pari all’1% - ma dalla diffusione dei dati della World Bank, molti indicatori hanno indicato un peggioramento nella situazione economica globale, e questo si tradurrà in un PIL globale ancora più basso, probabilmente inferiore al 2,5%, ossia il peggior dato dalla recessione del 2008 - 2009.

 

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