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Petrolio: la grande alleanza deve morire!
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La Redazione Articolo pubblicato il 11/02/2020 04:20:00
Il problema è che, se il gruppo non agirà in tempi brevi, qualsiasi eventuale decisione che sarà presa in futuro avrà un impatto limitato...

 

Proprio nel momento in cui il Cartello avrebbe bisogno di tutta la flessibilità disponibile al fine di affrontare uno shock della domanda senza precedenti, l’OPEC si mostra impantanata in trattative che non vanno vanti ed in un meccanismo atto a ripartire la produzione vecchio di 60 anni: tutto questo è troppo, per un momento di crisi!

La OPEC+ (il gruppo misto composto da produttori OPEC e dai loro alleati esterni) deve essere in grado di reagire rapidamente al variare delle condizioni di mercato, ma non sono nemmeno in grado di indire un meeting di emergenza e di decidere, nel caso in cui il meeting dovesse essere approvato, cosa fare per fronteggiare la crisi.

Da giorni, ormai, i sauditi stanno esercitando una notevole pressione al fine di indire un meeting di emergenza al fine di decidere se approfondire i tagli alla produzione attualmente in vigore, ma la Russia temporeggia, sostenendo che serve più tempo per valutare la situazione; nel mentre il JTC ha raccomandato un approfondimento di 600000 barili nei tagli alla produzione: la raccomandazione è rimasta tale, e nessun provvedimento è stato preso, mentre la Russia continua ad affermare che a giorni darà una risposta, ma nulla si muove, ed ogni giorno che passa rende sempre più inutile un’eventuale anticipazione del meeting originariamente fissato per il mese di marzo.

Il problema è che, se il gruppo non agirà in tempi brevi, qualsiasi eventuale decisione che sarà presa in futuro avrà un impatto limitato, ed i prezzi del greggio continueranno a scendere inesorabilmente.

La richiesta di petrolio della Cina continua a diminuire a causa dell’impatto del coronavirus e la società di ricerca Kpler sottolinea come le importazioni medie nella settimana sino al 29 gennaio siano state di 8 milioni di barili giornalieri, ovvero il 27% in meno rispetto alla prima metà del mese: di certo le festività locali hanno contribuito, ma altrettanto certo è che il virus ha avuto un impatto particolarmente pesante, contribuendo ad abbattere la domanda del 20%.

Le società di consulenza hanno ridotto le previsioni per la crescita della richiesta di petrolio della Cina ed a livello globale: Energy Aspects, ora, prevede un calo della richiesta i petrolio della Cina su base annua (rilevazione trimestrale) e nessun incremento significativo nel resto del globo, ed anche le maggiori agenzie di settore, molto probabilmente, ridurranno le loro stime.

 

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