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Petrolio: la domanda cresce? Nessun problema: ci pensano loro!
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La Redazione Articolo pubblicato il 17/06/2017 10:00:03
Un titolo ambiguo? Forse si, ragion per cui facciamo subito chiarezza: quel “loro” sta ad indicare i produttori esterni al Gruppo, la cui produzione sarà più che sufficiente, nel 2018, a soddisfare l’aumento di richiesta di Petrolio che in tanti prevedono.

 

Un titolo ambiguo? Forse si, ragion per cui facciamo subito chiarezza: quel “loro” sta ad indicare i produttori esterni al Gruppo, la cui produzione sarà più che sufficiente, nel 2018, a soddisfare l’aumento di richiesta di Petrolio che in tanti prevedono.

Stati Uniti, Brasile, Canada ed altri produttori che nulla hanno a che vedere con il Cartello (a parte, ovviamente, una spietata concorrenza) aumenteranno la loro produzione di greggio portandola, nel 2018, ai livelli più elevati degli ultimi quattro anni, una stima che lascia intendere che forse OPEC ed alleati dovranno rivedere i loro piani relativi a profondità e durata dei tagli alla produzione implementati a gennaio 2017.

Questo, riassumendo, è quanto dichiarato dalla International Energy Agency (IEA), organizzazione che funge da consulente in ambito di politica energetica per la maggior parte delle principali economie mondiali.

 

 

 

Il timore che i tagli alla produzione implementati da OPEC e produttori alleati non siano sufficienti a riequilibrare il mercato hanno innescato un brusco calo delle quotazioni del barile che si attesta ora nettamente al di sotto dei 50 dollari. 

Nel corso del prossimo anno si precede che la crescita mondiale della domanda salirà all’1,5% (circa 1,4 milioni di barili giornalieri) guidata dall’espansione economica di Cina ed India, con la richiesta complessiva che, nell’ultimo trimestre dell’anno venturo, supererà per la prima volta i 100 milioni di barili giornalieri.

Ancor più velocemente aumenteranno le forniture in arrivo dai produttori extra OPEC ad 1,5 milioni di barili giornalieri, di cui quasi la metà in arrivo dagli USA: il contesto appena descritto è attribuibile ad una sempre maggiore efficienza degli Shale producers a stelle e strisce.  Per ritrovare un frangente come quello appena descritto (ossia con la crescita dell’offerta extra OPEC che supera l’incremento di domanda) dobbiamo tornare al 2014, quando ebbe inizio la crisi di settore che tutti conosciamo.

 

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