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Petrolio: la Russia vuole la sua parte. Sempre!
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La Redazione Articolo pubblicato il 17/05/2019 08:00:07
Gli ostacoli da superare sono ancora molti, questo è vero, ma i recenti sviluppi lasciano intendere che la cooperazione tra produttori OPEC ed alleati esterni al Gruppo sia una realtà destinata a protrarsi nel tempo.

 

Nel fine settimana ormai alle porte la Russia parteciperà all’incontro OPEC+: Mosca soddisfa a malapena gli obblighi imposti dagli accordi di Vienna di fine 2018, ma si presenterà all’incontro decisa ad ottenere una quota in occasione di qualsiasi intervento che comporti un aumento dell’output  del gruppo misto di produttori di greggio.

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Secondo alcuni analisti (Fitch Ratings ed IHS Markit), nel corso degli ultimi mesi la Russia ha indicato che un aumento della produzione sarebbe particolarmente gradito a Mosca, un argomento tornato all’ordine del giorno a causa della necessità di colmare il gap di offerta conseguente alla contrazione della fornitura iraniana derivante dalle sanzioni imposte dagli USA a Teheran (Arabia Saudita ed altri produttori del Golfo si sono impegnati a compensare la produzione persa).

A questo punto Mosca vede una vera e propria opportunità per piazzare i suoi barili a mercato (aumentando la market share), e la nazione, stando ad un’analisi di IHS Markit, avrebbe la possibilità di incrementare la produzione di circa 300000 barili giornalieri in breve tempo: questo, molto probabilmente, è il messaggio che la Russia porterà al meeting OPEC+ che si terrà a Jeddah nel fine settimana (il ministero dell’energia della Russia non rilascia commenti in merito alla questione).

A questo punto potremmo dire che gli interessi di russi e sauditi si stanno allineando, ma non è assolutamente chiaro se vi sia una reale possibilità che il meeting di Jeddah si concluderà con un aumento della produzione di Petrolio.  Per mesi e mesi il Regno ha ridotto la produzione oltre i livelli richiesti dagli accordi di Vienna e questo significa che potrebbe immettere a mercato una gran quantità di greggio (circa 500000 barili giornalieri) senza violare gli accordi presi in precedenza: lo stesso non si può dire per la Russia che, avendo a malapena raggiunto la contrazione produttiva minima, dispone di un margine di manovra nettamente inferiore.

 

Mantenere il controllo

Gli ostacoli da superare sono ancora molti, questo è vero, ma i recenti sviluppi lasciano intendere che la cooperazione tra produttori OPEC ed alleati esterni al Gruppo sia una realtà destinata a protrarsi nel tempo.

Grafico Brent by Tradingview

Il premier russo Vladimir Putin ha recentemente mostrato una notevole riluttanza ad abbandonare gli accordi di Vienna e questo gli assicura il protrarsi della partnership con l’Arabia Saudita ed una certa influenza sulle quotazioni del barile, una view sostanzialmente condivisa dal ministro dell’energia saudita, sua eccellenza Khalid al Falih.

Secondo quanto dichiarato da Andrey Polischuk, analista presso la moscovita Raiffeisenbank, l’incertezza sulle esportazioni iraniane e l’instabilità di alcuni produttori - ad esempio il Venezuela - potrebbe condurre Arabia Saudita e Russia a mantenere un atteggiamento prudente che potrebbe portare ad un aumento della produzione che, tuttavia, tutto sarà meno che incontrollato.

 

A seguire - Colmare le carenze



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