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Petrolio: esportazioni USA verso l’Europa in caduta libera



La Redazione Articolo pubblicato il 07/01/2019 18:00:39
Nel mese di dicembre i flussi di greggio USA diretti in Europa hanno raggiunto i livelli più bassi degli ultimi 11 mesi a causa di un calo dei margini di convenienza del Petrolio statunitense e dell’incremento dei costi di spedizione

 

Nel mese di dicembre i flussi di greggio USA diretti in Europa hanno raggiunto i livelli più bassi degli ultimi 11 mesi a causa di un calo dei margini di convenienza del Petrolio statunitense e dell’incremento dei costi di spedizione: questo è quanto dichiarano gli analisti di Refinitiv Eikon.

Scendendo maggiormente nel dettaglio si nota come lo spread tra il WTI ed il Brent sia drasticamente crollato a ridosso dei 6,5 dollari per barile rispetto ai precedenti 10 dollari e più registrati nel mese di agosto 2018.

“L’arbitraggio non è favorevole e questo non sembra proprio il momento pre fare scorta di greggio” (Olivier Jakob, analista presso la società di consulenza PetroMatrix).

I dati aggiornati al termine del mese di dicembre 2018 mostrano che 17 vascelli contenenti circa l’equivalente di 298000 barili di greggio hanno lasciato i terminal statunitensi per fare rotta verso l’Europa, dove attraccheranno nel mese di gennaio: i volumi in oggetto si presentano in significativo calo rispetto a quelli del mese passato quando a fluire verso l’Europa fu un volume di greggio USA pari a circa 404000 barili giornalieri.

In calo della metà i volumi diretti al terminal di Rotterdam con un totale di 71000 barili giornalieri complici le dinamiche locali che hanno visto un calo del prodotto stoccato a causa dell’incremento delle imposte di fine anno sul prodotto a magazzino.

In forte aumento i costi di trasporto con gli armatori che hanno incrementato il costo per l’utilizzo delle petroliere, ampiamente sfruttate dall’Iran per lo stoccaggio in mare del greggio.

 

Fonte Reuters


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