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Petrolio: al collasso la domanda in India



La Redazione Articolo pubblicato il 03/05/2021 09:00:00
L'India è un mercato energetico vitale: il paese è il terzo importatore di petrolio e nel 2019 la domanda giornaliera è stata in media di 5,3 milioni di barili, secondo la revisione statistica di BP Plc. Le principali raffinerie, in genere, acquisiscono la maggior parte del greggio da Medio Oriente e Nigeria.

 

Il persistere del covid 19 in India ha ridotto la domanda di carburanti per i trasporti al livello più basso degli ultimi mesi, evidenziando i rischi per il consumo di energia proprio nel bel mezzo di un recupero dell’economia globale che si mostra decisamente poco uniforme.

Nel mese di aprile le vendite di benzina sono scese a 2,14 milioni di tonnellate toccando i livelli più bassi dal mese di agosto 2020, mentre le vendite di diesel, fortemente legato all’attività economica, sono state lievemente superiori a quelle del mese di febbraio che, tuttavia, è stato più breve di due giorni: considerando quest’ultimo fattore possiamo dire che le vendite di diesel in India sono state le più contenute dal mese di ottobre 2020.

I principali produttori mondiali di petrolio, compresa la OPEC+, stanno seguendo da vicino quanto accade in India, dove la recrudescenza delle infezioni da covid 19 ha costretto il governo ad introdurre nuovamente restrizioni agli spostamenti che inevitabilmente andranno a pesare sulla domanda di petrolio.

Nonostante la situazione tutt’altro che semplice che caratterizza un consumatore chiave come l’India, nel mese di aprile il prezzo del Brent ha guadagnato terreno con gli investitori che scommettono che i recuperi della domanda registrati al di fuori dell’India, principalmente negli USA, in Cina ed in Europa, saranno in grado di sostenere la domanda abbattendo almeno in parte le ripercussioni negative sulla stessa derivanti dalle condizioni in cui versa l’India.

Grafico Brent by Tradingview

In questo contesto, come ben sappiamo, ha agito la OPEC+ allentando i tagli alla produzione anche se i produttori del gruppo misto hanno dichiarati di essere pronti ad intervenire in qualsiasi momento in cui se ne presenti la necessità.

Le vendite di carburanti in India avrebbero potuto essere peggiori ad aprile, ma le elezioni tenutesi in alcuni stati hanno contribuito a sostenere la domanda; ora, tuttavia, le elezioni sono terminate e sarà necessario monitorare con la massima attenzione l’evolversi della situazione.

L'India è un mercato energetico vitale: il paese è il terzo importatore di petrolio e nel 2019 la domanda giornaliera è stata in media di 5,3 milioni di barili, secondo la revisione statistica di BP Plc. Le principali raffinerie, in genere, acquisiscono la maggior parte del greggio da Medio Oriente e Nigeria.

I portavoce di Indian Oil Corp., Bharat Petroleum Corp. e Hindustan Petroleum Corp., hanno rifiutato di commentare (i tre rivenditori rappresentano oltre il 90% delle vendite di carburante della nazione).

 

Fonte Bloomberg

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