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Petrolio: Teheran vuole Zanganeh. A tutti i costi!
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La Redazione Articolo pubblicato il 12/08/2017 10:00:26
Bijan Namdar Zanganeh: i lettori di Commodities Trading conosceranno senz’altro questo nome, un nome legato a filo doppio con l’Iran e con il Petrolio perchè l’interessato è un vero veterano del settore e da anni riveste il ruolo di ministro del Petrolio nella repubblica islamica

 

Bijan Namdar Zanganeh: i lettori di Commodities Trading conosceranno senz’altro questo nome, un nome legato a filo doppio con l’Iran e con il Petrolio perchè l’interessato è un vero veterano del settore e da anni riveste il ruolo di ministro del Petrolio nella repubblica islamica.

 

Bijan Namdar Zanganeh è una vera e propria icona per gli Oil Bugs - non me ne vogliano gli appassionati di Oro… - ed in più di una occasione si è contraddistinto per le sue capacità: si è messo in mostra durante gli accordi di Vienna di fine 2016 quando ha impedito che l’Iran divenisse anch’esso oggetto di una contrazione produttiva e si distingue tutt’ora chiudendo importantissimi accordi con Total al fine di sviluppare la quota dell’Iran in quello che è il maggior bacino di Natural Gas a livello globale (South Pars).

 

Il presidente dell’Iran Hassan Rouhani ha reso noti i nomi di coloro che potrebbero essere eletti e tra questo non poteva certo mancare quello dell’ingegnere ultra sessantenne che ha guidato la politica petrolifera dell’Iran facendosi allegramente beffe delle richieste in arrivo da OPEC ed alleati: in quest’occasione all’Iran veniva chiesto di ridurre la produzione, ma Zanganeh spuntò un aumento produttivo di 90000 barili giornalieri…

Abbiamo appena fatto riferimento agli accordi di Vienna, ma la storia di Zanganeh inizia prima, molto prima, parliamo del primo dei suoi due mandati, quello che va dal 1997 al 2005: in questo periodo il ministro ha preso contatto con importanti realtà di settore quali R.D. Shell e Total per rilanciare le attività di Teheran nel settore petrolifero e del Gas Naturale dopo anni di investimenti insufficienti e, rieletto nel 2013, si è rivelato un elemento fondamentale per ripristinare le esportazioni di Petrolio dopo l’abolizione delle sanzioni internazionali avvenuta nel mese di gennaio 2016 sotto l’amministrazione Obama.

I primi risultati si sono palesati nel mese di luglio, quando un accordo decisivo è stato firmato con i vertici di Total che contribuiranno allo sviluppo si South Pars, ovvero la “tranche” iraniana del più vasto giacimento di Gas Naturale al mondo.

 

A seguire - Un approccio semplice



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