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Petrolio, Russia: a marzo produzione in aumento



La Redazione Articolo pubblicato il 06/04/2021 09:00:00
I dati diffusi dal ministero dell’energia della Russia non forniscono la ripartizione tra greggio e condensato, un petrolio leggero estratto dal gas naturale, che è escluso dall'accordo OPEC+, ragion per cui è complicato valutare l’effettivo tasso di conformità della nazione.

 

Nel mese di marzo, grazie alle precedenti decisioni della OPEC+, la Russia ha aumentato la produzione di petrolio e questo anche a fronte della minaccia che la recrudescenza dei casi di coronavirus rappresenta per la domanda di greggio a breve termine.

Stando ai dati diffusi dal ministero dell’energia russo la nazione avrebbe pompato una quantità di petrolio e condensa pari a 43,34 milioni di tonnellate, ossia l’equivalente di quasi 10,25 milioni di barili giornalieri, ovvero l’1,3% in più rispetto al mese di marzo.

I dati diffusi dal ministero dell’energia della Russia non forniscono la ripartizione tra greggio e condensato, un petrolio leggero estratto dal gas naturale, che è escluso dall'accordo OPEC+, ragion per cui è complicato valutare l’effettivo tasso di conformità della nazione.

Se la produzione di condensato di marzo fosse in linea con quella di febbraio, la produzione giornaliera di solo greggio sarebbe di circa 9,41 milioni di barili al giorno, circa 165.000 barili al di sopra della sua quota OPEC+.

Da febbraio ad aprile 2021 Russia e Kazakistan sono le uniche due nazioni ad aver ricevuto l’autorizzazione ad aumentare la produzione di petrolio, in base alla precedente revisione degli accordi OPEC+, ed in questo senso la quota della Russia ha ricevuto un incremento di 65000 barili giornalieri, nel mese di marzo, dopo essere aumentata della stessa quantità nel mese di febbraio mentre, nel mese di aprile, l’aumento sarà più corposo e pari a 130000 barili giornalieri.

Nella giornata di giovedì 1 aprile 2021 la OPEC+ ha nuovamente rivisto gli accordi sui tagli alla produzione con quest’ultima che sarà gradualmente aumentata nel periodo compreso tra maggio e luglio: l’intervento avrà come risultato un incremento della fornitura di petrolio in arrivo a mercato pari ad oltre 2 milioni di barili giornalieri (il volume in oggetto comprende la progressiva rimozione del taglio alla produzione di 1 milione di barili giornalieri implementato in modo unilaterale dall’Arabia Saudita).

Anche se la situazione in Europa lascia una certa perplessità i dati in arrivo da Asia e Stati Uniti supportano la decisione del gruppo misto.

Secondo il vice primo ministro Alexander Novak, la Russia dovrebbe aumentare la sua produzione "in modo uniforme" di un totale di 114.000 barili al giorno nel periodo compreso tra maggio e luglio, un intervento che consentirà alla Russia di raggiungere la quota produttiva prevista dal programma originale OPEC+ dell’anno passato.

 

Fonte Bloomberg

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