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Petrolio, Rosneft: il mercato cadrà in un pesante deficit



La Redazione Articolo pubblicato il 07/06/2021 15:00:00
“Non si dovrebbe parlare di un rifiuto generalizzato del petrolio, ma solamente del greggio proveniente da progetti che non rispettano l’ambiente - continua Sechin - e poi il consumo di petrolio continuerà a crescere nonostante un relativo calo della sua quota nel mix energetico globale”.

 

Il colosso petrolifero russo Rosneft ha avvertito i mercati di un'imminente carenza di offerta di petrolio, poiché i produttori globali incanalano sempre più fondi in una transizione energetica definita dalla società particolarmente  “precipitosa".

"Il mondo rischia un grave deficit di petrolio e gas - ha dichiarato l'amministratore delegato di Rosneft, Igor Sechin (nell’immagine  a seguire), durante l’International Economic Forum di San Pietroburgo - Il mondo consuma petrolio, ma non è pronto a investire in esso”.

I suoi commenti riecheggiano quelli del vice primo ministro russo Alexander Novak, che nella passata settimana ha respinto le richieste di un rapido allontanamento dal petrolio e dal gas affermando che affamare l'industria degli investimenti danneggerebbe l'economia globale, ma i produttori di combustibili fossili stanno affrontando una pressione crescente per passare a forme di energia più pulite mentre i governi intensificano gli sforzi per prevenire dannosi cambiamenti climatici.

“Non si dovrebbe parlare di un rifiuto generalizzato del petrolio, ma solamente del greggio proveniente da progetti che non rispettano l’ambiente - continua Sechin - e poi il consumo di petrolio continuerà a crescere nonostante un relativo calo della sua quota nel mix energetico globale”.

La discussione arriva sulla scia di una controversa road map pubblicata a maggio dall'International Energy Agency, che ha sollecitato la fine dei nuovi investimenti nel petrolio e nel gas per evitare disastrosi cambiamenti climatici. Il rapporto è stato respinto da Arabia Saudita e Russia, con l'avvertimento di Novak di prezzi che potrebbero schizzare alle stelle, mentre Sechin ha affermato che ci vorranno ancora decenni per sviluppare tecnologie verdi economicamente efficienti: “Alcuni ecologisti e politici sollecitano una transizione energetica frettolosa, ma questa richiede un lancio irrealisticamente veloce di fonti di energia rinnovabile e ci pone di fronte a problemi di stoccaggio: bisogna garantire affidabilità e stabilità nella generazione di energia mentre, in questo momento, i produttori di petrolio e gas devono stanziare fondi sufficienti per evitare di esaurire ulteriormente le risorse che stanno già diminuendo in molte regioni e minacciano la futura stabilità dell’offerta.  Sulla base delle stime esistenti, dovrebbero essere investiti circa 17 trilioni di dollari nel settore globale del petrolio e del gas per supportare gli attuali livelli di produzione fino al 2040: si tratta di circa un terzo di tutti gli investimenti energetici globali”.

 

Fonte Bloomberg

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