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Petrolio, OPEC. Meeting rinviato: non si riesce a raggiungere un accordo
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La Redazione Articolo pubblicato il 01/12/2020 08:00:00
L’OPEC+, inoltre, deve anche trovare un delicato equilibrio, ovvero deve trovare il modo di far aumentare le quotazioni del petrolio in modo da sostenere i bilanci dei produttori, ma non così tanto da alimentare la produzione shale statunitense, che tende ad aumentare man mano che le quotazioni del barile salgono sopra i 50 dollari (Mosca, inoltre, può tollerare prezzi del greggio più bassi di quanto possa fare l’Arabia Saudita).

 

La OPEC+ ha rinviato alla giornata di giovedì 3 dicembre 2020 i colloqui sulla politica di produzione di petrolio per il 2021: questo è quanto affermano alcune fonti locali parlando con i giornalisti di Reuters, sottolineando che la decisione è stata presa a causa del forte disaccordo in merito al limite massimo di produzione in un contesto contraddistinto da una domanda che rimane, salvo alcune eccezioni, molto debole a causa del protrarsi della pandemia di coronavirus.

La OPEC+, quindi i membri OPEC e gli alleati esterni al Cartello, si sarebbero dovuti incontrare nella giornata odierna.

Il ministro dell’energia dell’Arabia Saudita Abdulaziz bin Salman

La tabella di marcia prevedeva una riduzione dei tagli alla produzione di 2 milioni di barili giornalieri a partire dal mese di gennaio 2021, ma la debolezza della domanda rende particolarmente difficile un intervento di questo tipo, con l’opzione più probabile che pare essere un mantenimento dei tagli attuali (-7,7 milioni di barili giornalieri) nei primi mesi del 2021, una linea, secondo le fonti, sostenuta con forza dall’Arabia Saudita.

A destabilizzare la situazione è la Russia - esterna al Cartello e membro OPEC+ - che chiede un aumento della produzione di 0,5 milioni di barili giornalieri per ogni mese a partire da gennaio 2021 e gli Emirati Arabi Uniti che, per dare il consenso ad un eventuale intervento, richiedono una decisione unanime da parte di tutti i produttori del gruppo misto.

 

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