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Petrolio, Arabia Saudita: serve cautela, l’arbitro non ha ancora fischiato la fine
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La Redazione Articolo pubblicato il 19/02/2021 09:00:00
“La partita è ancora in corso ed è troppo presto per dichiarare la vittoria nella lotta contro il virus: l’arbitro deve ancora fischiare la fine del match”.

 

In vista del meeting OPEC+ di marzo l’Arabia Saudita lancia un messaggio molto chiaro: se si parla di aumenti della produzione è necessario agire con la massima cautela.

I prezzi del petrolio sono aumentati sino ai livelli più elevati in un anno, oltre i 60 dollari per barile, proprio in corrispondenza di un recupero della domanda di carburanti e del protrarsi dei tagli alla produzione da parte della OPEC+, tuttavia la pandemia in corso rappresenta una continua minaccia per i consumi ed è improbabile che le perdite di produzione di petrolio negli Stati Uniti attribuibili alle temperature eccessivamente basse si estendano nel tempo.

“Ancora una volta devo mettere in guardia i produttori dall’autocompiacimento - afferma il ministro dell’Energia saudita, il principe Abdulaziz bin Salman, in una conferenza online tenuta dall'International Energy Forum a Riyadh - l’incertezza è molto alta e dobbiamo essere estremamente cauti. Le cicatrici lasciate dagli eventi dell'anno scorso dovrebbero insegnarci la prudenza”.

Il principe Abdulaziz bin Salman

La OPEC+ si riunirà nei primi giorni di marzo al fine di valutare la situazione del mercato ed un possibile aumento della produzione.

Il gruppo di produttori, attualmente, sta limitando la produzione per circa 7 milioni di barili giornalieri e, sempre a seconda delle condizioni di mercato, dovrebbe ripristinare circa 1,5 milioni di barili giornalieri nel corso di quest’anno.

Riyadh e Mosca hanno differito sulla rapidità con cui rilanciare la produzione interrotta, con la Russia generalmente più desiderosa di ripristinare la produzione persa.

 

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