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Mais: export brasiliano in forte calo
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La Redazione Articolo pubblicato il 13/04/2018 16:00:58
Nel corso della stagione 2018 - 2019 è previsto un forte calo delle esportazioni di Mais del Brasile, ma se guardiamo all’Etanolo le cose sono ben diverse…

 

Nel corso della prossima stagione le esportazioni di Mais del Brasile sono attese in forte calo, un contesto che risulta direttamente attribuibile ad un mix di fattori tra cui annoveriamo la forte richiesta interna in arrivo dall’industria dell’Etanolo.

Scendendo maggiormente nel dettaglio, la filiale USDA di Brasilia ha quantificato le esportazioni di Mais del Brasile relative alla stagione 2018 - 2019 in 30 milioni di tonnellate (-3 milioni di tonnellate su base annua e -4,46 milioni di tonnellate rispetto al record di 34,46 milioni di tonnellate registrato nella stagione 2014 - 2015).

Al contrario, il Brasile ha compiuto grandi passi avanti nelle esportazioni di Soia, sino a superare gli USA divenendo il primo esportatore mondiale di prodotto, una posizione che potrebbe essere ulteriormente potenziata dagli screzi tra Washington e Pechino.

I raccolti

La stima della filiale USDA di Brasilia presuppone un raccolto complessivo di Mais pari a 90 milioni di tonnellate nel corso della stagione 2018 - 2019, un volume in crescita di 1 milione di tonnellate rispetto alla procedente stima che tuttavia si pone al di sotto delle previsioni ufficiali di circa 2 milioni di tonnellate.

A determinare questo contesto sono le attese di un calo delle semine del primo raccolto: il cosiddetto First Crop viene seminato principalmente nelle aree meridionali ed orientali, mentre nelle regioni centrali è la Soia a catalizzare l’attenzione dei coltivatori locali.  Discorso opposto per quanto concerne le semine della Safrinha di Mais brasiliana (il secondo raccolto) che, allo stato attuale, sono previste in espansione.

La superficie complessiva dedicata al Mais nel corso della stagione 2018 . 2019 è stimata in lieve espansione a circa 16,5 milioni di ettari (+100000 ettari su base annua).

 

A seguire - la concorrenza è spietata



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