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Commodity Report numero 197
(Pag. 1)



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 14/10/2019 07:24:56


 Il bandolo della matassa, il filo conduttore che può condizionare l’andamento dei mercati, in questa fase, è sempre il commercio internazionale. Geopolitica e guerra dei dazi contano eccome, perché i mercati detestano l’incertezza, a qualsiasi livello; meglio brutte notizie sul fronte della congiuntura economica piuttosto che un lento e logorante tira e molla, come quello a cui assistiamo da mesi, nei rapporti commerciali tra USA e Cina. E intanto, dopo il nuovo  fronte aperto recentissimamente tra USA ed Unione Europea, giunge l’ennesima tegola che coinvolge tutti, ovvero l’attacco unilaterale della Turchia alla Siria, condannato da tutta la comunità internazionale e capace di destabilizzare nuovamente un territorio già martoriato da azioni militari e non, nel recente passato. 

Nella prima parte del mese di ottobre, i minimi relativi del mercato azionario, il deterioramento dell’economia messo a nudo da dati macro in peggioramento, la smobilitazione di posizioni in Bonds USA da parte di Stati esteri (Cina su tutti) e la corsa all’acquisto di oro (bene rifugio), hanno provocato un calo generalizzato delle quotazioni del comparto delle Commodities. In USA si vocifera di nuovi QE alle porte, in aggiunta ad una politica monetaria già espansiva da qualche mese da parte della Fed; questo combinato disposto sta indebolendo il dollaro e rilanciando le quotazioni di borse e materie prime, favorite anche dal mini deal che sembra concretizzarsi tra USA e Cina. 

E la Brexit? Anche su quel fronte si tende all’ottimismo, per un accordo in extremis che in fondo tutti si augurano, evitando così una nuova tegola che potrebbe creare ulteriori nuvole nere all’orizzonte. 

La settimana parte con la bilancia commerciale cinese, prosegue il 15 con CPI/PPI cinesi e lo Zew tedesco, oltre al NY Fed Empire State Survey. Mercoledì 16 è la volta delle vendite al dettaglio, il CPI canadese, il beige book e il 17 i nuovi cantieri edili, i sussidi settimanali di disoccupazione, il Philly Fed e la produzione industriale. Infine venerdì 18 il GDP cinese e i leading indicators. 

S&P-500

Ftse Mib

Dollar Index Eur Usd

BTP

British Pound



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