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Commodity Report del 25 marzo 2019
(Pag. 1)



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 25/03/2019 10:29:40


Nonostante l’iniziale risposta ampiamente positiva da parte di alcuni comparti delle commodities, alle dichiarazioni della Fed di non voler agire sui tassi fino alla fine del 2019, il dollaro USA ha poi recuperato terreno sul finire dell’ottava, riportando incertezza sui mercati. Il mercato azionario continua a fornire indicazioni positive e resta sostenuto, ma il mercato è confuso da alcuni fattori che impediscono, almeno per ora, una costante svalutazione del dollaro rispetto livelli raggiunti di recente: 

  1. La Brexit continua a restare un fattore di incertezza; le ultime notizie dei TG, segnalano un nuovo tentativo di far approvare il secondo referendum che servirebbe a sovvertire la decisione del popolo sovrano del giugno 2016.  Qualche giorno fa, sentendo un collaboratore che era stato di recente a Londra, gli ho chiesto quale fosse l’umore da lui riscontrato in città sullo specifico tema e mi ha risposto che i negozianti sono spaventati dall’eventualità che cessi la possibilità di integrare lavoratori stranieri (europei), nel momento in cui fosse ratificata l’uscita del Regno Unito dalla UE. La propaganda in questa fase è ai suoi massimi livelli e spesso riesce ad attecchire con la minaccia di dover affrontare una vita più difficile e piena di difficoltà, una volta fuori dalla UE. La verità è che a Bruxelles sono terrorizzati dal fatto che ci si possa render conto che uscire dall’Unione Europea costituirebbe un vantaggio, creando un precedente che le élites non vogliono dover mettere in conto. Un report della Banca Centrale del Regno Unito vedeva il Pil in netta caduta per anni dal momento dell’uscita e una disoccupazione in aumento sensibile. Fino ad ora, pur non essendo scattata la Brexit, sta avvenendo esattamente l’opposto e i dati sul lavoro danno il tasso di disoccupazione in netta diminuzione negli ultimi mesi, con salari in aumento.   
  2. La questione dei dazi USA/Cina non porta, a livello di percezione, verso una conclusione positiva certa e anche questo resta un elemento che disturba i mercati, soprattutto nel settore delle materie prime agricole. 
  3. Il mercato del lavoro in USA resta sostenuto e questo elemento fa dubitare qualcuno della possibilità reale che i tassi possano restare ai livelli attuali, in caso di ulteriore accelerazione positiva dei dati.  

Alcuni analisti stimano abbastanza probabile una nuova recessione tra il 2020 e il 2021 e questo elemento determina una posizione difensiva degli operatori di mercato su alcuni comparti, anche se è risaputo che le crisi giungono all’improvviso e per lo più senza essere attese. 

Per quanto riguarda i dati macro, la settimana apre con l’indice Fed di Chicago e prosegue martedì 26 con i nuovi cantieri edilizi, l’indice Case Shiller e la fiducia dei consumatori. Giovedì 28 i sussidi settimanali di disoccupazione, le vendite di case esistenti l’indice manufatturiero della Fed del Kansas. Infine venerdì la vendita di nuove case. 

S&P-500

Ftse Mib

Dollar Index

BTP

British Pound

 



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