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Commodity Report del 10 settembre 2018
(Pag. 1)



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 10/09/2018 11:15:12


 I problemi relativi ai rapporti commerciali tra USA e Cina sembrano in aumento negli ultimi giorni e restano un importante elemento di cui gli operatori di mercato non possono fare a meno di tener conto. Come ho fatto notare nelle scorse settimane, questo non è l’unico elemento in grado di catalizzare le preoccupazioni degli speculatori di borsa e neanche l’accordo per il libero commercio tra USA e Canada può sminuirne la portata. Alcuni analisti spiegano che Washington tirerà dritto per la propria strada e solo un ribasso di almeno 1000 punti di Dow Jones con un ribasso di almeno il 3% dello Shanghai composite, potrebbe costringere le parti a rivedere, almeno in parte, le proprie posizioni. Ma vi è un altro elemento di preoccupazione che può fare da detonatore per un forte ribasso dei mercati: il terremoto valutario che sta coinvolgendo i Paesi emergenti e di cui abbiamo visto qualche effetto per Il Brasile prima e la Turchia più recentemente. 

Dollar index

Eur Usd

In Europa il governo italiano sta rivedendo totalmente le proprie posizioni in vista del DEF che stabilirà le linee guide per il bilancio del prossimo anno. Tutto e il contrario di tutto, tra dichiarazioni e controdichiarazioni che sembrano alla fine convergere verso la linea morbida, in accordo con le direttive europee. Ecco cosa significa essere completamente assoggettati ai Mercati, in assenza di una banca centrale che possa garantire il debito in una valuta nazionale. Ma tant’è, i danni e le ripercussioni di un eventuale uscita dall’Euro, in questa fase, sarebbero da shock e probabilmente il governo ha valutato che, almeno per ora, bisogna adeguarsi, valutando i pro e i contro. 

BTP

Ftse Mib

Tornando a Wall Street, bisognerebbe interrogarsi su cosa ci dicono i grafici; siamo all’ennesimo test delle medie mobili più importanti, quelle hanno tenuto in vita il rialzo da anni.  Forse però, ciò che ci dicono davvero è che, dopo nove anni di acquisti frenetici, Wall Street ha essenzialmente disarcionato la cavalleria. Di conseguenza negli ultimi due anni la 200-DMA ha tenuto, ma gli impulsi di acquisto sono stati interamente basati sulla fiducia e non sulla FED. Quindi la politica della "forward guidance" e un tiepido ritmo di rialzi dei tassi hanno surclassato gli scommettitori di Wall Street. Ma il QT e l'enorme drenaggio di liquidità nei mercati obbligazionari ci dicono cosa ci aspetta in futuro, e Steve Minuchin, i day trader ed i robo-trader ora stanno semplicemente scegliendo di ignorarlo... fino a quando non potranno più farlo.Quello che so dicendo è potrebbe non esistere alcun "supporto di Powell" a 2615 (200-DMA), o 2460 (400-DMA), o addirittura a 2250 (800-DMA).Al contrario, c'è il 15-20% di un ribasso prima che la FED ceda, ma a quel punto potrebbe essere troppo tardi.

La partita è in corso ed è tutta da vedere. 

S&P-500



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