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Commodities: siete pronti al Rally?
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La Redazione Articolo pubblicato il 02/04/2019 12:00:24
Le Commodities hanno trovato sostegno nell’operato della Federal Reserve che, nel mese di marzo, ha confermato la fine della politica monetaria aggressiva

 

Il recupero dei prezzi delle Commodities è destinato ad estendersi ai prossimi mesi, con il settore che si mostrerà come sempre reattivo alla fase finale del ciclo economico e ad altri market driver.

In un contesto contraddistinto dalla preoccupazione degli investitori in merito ad una possibile recessione, le Commodities beneficeranno di un accordo commerciale tra USA e Cina, che comporterà una contrazione dell’offerta di Petrolio, e di una potenziale operazione di ricopertura sui cereali USA.

Il Thomson Reuters/Core Commodity CRB Index, in recupero del 10% dal minimo di 18 mesi registrato a fine 2018, dovrebbe ottenere ulteriore supporto da una politica monetaria meno aggressiva.

Grafico Reuters

Le Commodities hanno trovato sostegno nell’operato della Federal Reserve che, nel mese di marzo, ha confermato la fine della politica monetaria aggressiva.  Secondo gli analisti di JP Morgan l’atteggiamento accomodante della banca centrale americana e gli stimoli economici in Cina sono elementi in grado di estendere l’attuale ciclo economico positivo e sostenere i prezzi delle Commodities.

Sino ad ora i prezzi delle Commodities sono stati sostenuti dalle speranze in merito ad un accordo in grado di porre fine alla guerra commerciale tra Cina e Stati Uniti, un accordo che, secondo Citigroup, potrebbe tradursi in un flusso di ben 2,1 miliardi di dollari diretto su prodotti finanziari correlati alle materie prime.  Sempre gli analisti di Citi sottolineano come anche a fronte del ben noto recupero, il posizionamento nel greggio non si ancora adeguatamente sfruttato, con gli investitori che si attendono ulteriori rialzi delle quotazioni attribuibili alle interruzioni di fornitura derivanti dalla contrazione produttiva implementata da OPEC e produttori alleati proprio per sostenere i prezzi del barile evitando, al contempo, il crearsi di un nuovo e deleterio eccesso di offerta.

 

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