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Commodities: il ciclo di ripresa sarà davvero super?
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La Redazione Articolo pubblicato il 18/02/2021 09:00:00
Nella maggior parte dei casi il comportamento ciclico dei prezzi dei singoli prodotti evidenzia una sincronizzazione limitata tra i mercati delle materie prime, ragion per cui il termine super ciclo è riservato alle ampie fluttuazioni di prezzo ed ai cicli più lunghi che, generalmente, si estendono per oltre 20 anni calcolando il movimento che intercorre da minimi a massimi e viceversa coinvolgendo uno spettro insolitamente ampio di prodotti.

 

Stando a quanto affermano alcuni grandi istituti di credito - ma non solo - i mercati delle materie prime sarebbero appena all’inizio di un cosiddetto super ciclo: effettivamente, spiega il columnist di Reuters John Kemp, è possibile che nei prossimi due anni alcuni prezzi aumenteranno sensibilmente dopo il tracollo indotto dalla pandemia di coronavirus, ma non è affatto chiaro se questo incremento segnerà l’avvio di un super ciclo o solamente una normale ripresa ciclica.

Osservando le serie storiche di dati si nota che su tutte le scale temporali è presente un movimento di tipo ciclico e questo, come abbiamo detto, vale per tutti i time frame, da quelli a breve termine a quelli a lungo termine.

In un ciclo tipico l’aumento dei prezzi incoraggia vendite e produzione e meno gli acquisti ed i consumi, una condizione che crea i presupposti per un nuovo calo dei prezzi prima che il modello si ripeta.

Nella maggior parte dei casi il comportamento ciclico dei prezzi dei singoli prodotti evidenzia una sincronizzazione limitata tra i mercati delle materie prime, ragion per cui il termine super ciclo è riservato alle ampie fluttuazioni di prezzo ed ai cicli più lunghi che, generalmente, si estendono per oltre 20 anni calcolando il movimento che intercorre da minimi a massimi e viceversa coinvolgendo uno spettro insolitamente ampio di prodotti.

Grafico Reuters

I super cicli passati hanno raggiunto il picco nel 1910, 1950, 1970 e 2010, secondo lo storico specializzato in economia David Jacks il cui studio sostiene la teoria che i super cicli siano nati dal lato dei consumi e non da quello della produzione.  Nella sua analisi Jacks sostiene che i super cicli precedenti sono stati guidati dall'industrializzazione e dall'urbanizzazione degli Stati Uniti e dalla prima guerra mondiale, dalla reindustrializzazione dell'Europa e del Giappone dopo la seconda guerra mondiale e dall'industrializzazione e urbanizzazione della Cina negli anni 2000.

Nel dettaglio, Jacks afferma: “Si tratta di episodi guidati dalla domanda strettamente legati a eventi storici di industrializzazione e urbanizzazione di massa che interagiscono con forti limitazioni di capacità in molte categorie di prodotti, in particolare, energia, metalli e minerali, ed in grado di generare prezzi reali delle materie prime al di sopra delle tendenze standard per anni, se non per decenni.  Quando si manifesta un tale shock della domanda, generalmente si verifica una risposta dell'offerta compensativa poiché le attività di esplorazione e estrazione precedentemente dormienti decollano e il cambiamento tecnologico indotto prende piede. Pertanto, quando i vincoli di capacità vengono allentati, i prezzi reali delle materie prime tornano dapprima in linea e poi al di sotto della tendenza standard”.

Possiamo quindi affermare che enormi aumenti dei consumi sono ciò che distingue i super cicli dai cicli tradizionali.

La domanda cruciale è se nei prossimi anni si verificherà un aumento comparabile dei consumi in grado di generare oscillazioni di prezzo sufficientemente ampie ed estese nel tempo da qualificarsi come super ciclo.

 

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