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Cipro crea un precedente pericoloso



Giancarlo Dall'Aglio Articolo pubblicato il 19/03/2013 14:46:15



Domanda N°1:  quando nel 2007 negli Usa  scoppiò  la crisi dei mutui subprime , ricordate cosa dichiarò il capo della Fed Ben Bernanke ? Vi aiuto io, Mr Ben disse che non era il caso di preoccuparsi perché quello era un caso isolato e non avrebbe prodotto alcun effetto negativo sull’economia.

Domanda N°2: cosa successe appena un anno dopo, nell’estate 2008, nel pieno del pompaggio speculativo su  Petrolio (147 $) e altre commodities, mentre la banca centrale europea (come sempre fuori timing), aumentava i tassi per un presunto rischio di inflazione ? Vi aiuto io, iniziò, innescato proprio negli Usa, il più grande crollo di borse ed asset finanziari dal 1929. Vi era un reale rischio di crash sistemico e, dopo il fallimento di Lehman Brothers, la Fed a fine ottobre, insieme al governo, decise di intervenire con un salvataggio di proporzioni enormi, dando vita ufficialmente alla politica del “salviamo le banche, con i soldi dei contribuenti”,  attraverso una serie di manovre  tuttora in essere e denominate con svariati acronimi.

Conclusione:  La Fed aveva evidentemente sbagliato tutto, il contagio dopo la crisi del settore immobiliare c’era stato eccome , il virus si era diffuso rapidamente e il sistema bancario era a rischio di implosione.

Da quel momento, come un virus, la crisi si è propagata a macchia d’olio infettando i bilanci degli Stati e in Europa ha trovato ben presto terreno fertile, perché il sistema della moneta unica era già di per se un fattore di debolezza per gli Stati cosiddetti periferici che non avevano e non hanno la possibilità di tenere il passo e di essere competitivi, anche a causa del cambio fisso.



Cipro crea un precedente pericoloso

Ma ora veniamo al caso Cipro. Un gruppo ristretto di Euroburocrati (non eletti), dovendo occuparsi del salvataggio di Cipro (Pil inferiore all’1% dell’Eurozona),  ha deciso di attuare un vero e proprio blitz , imponendo alle autorità locali di espropriare i conti correnti delle banche con sede in quello Stato, attraverso un prelievo forzoso. Che la cosa fosse stata studiata a tavolino è lampante, visto che è stata annunciata durante lo scorso week end alle porte di un lunedì festivo. Per essere sicuri che non ci fosse alcuna fuga di capitali (eccetto quelli già spostati da parte di chi sapeva), si è disposto il blocco di ogni transazione elettronica on line e la chiusura degli sportelli fino a giovedì.


Gli elementi che colpiscono immediatamente sono almeno un paio:

    a) Il prelievo diretto dai conti correnti dei cittadini, prima ancora di passare attraverso la trafila di manovre lacrime e sangue, tasse , tagli ai servizi essenziali e quant’altro. In questo modo si evita di trovare i conti prosciugati e sistema, per chi lo sta attuando, appare molto più efficace.
    b) L’immediata propaganda partita ieri, attraverso i media, tesa a tranquillizzare non tanto i ciprioti, quanto i correntisti degli altri Stati periferici europei, del fatto che non vi sia alcun rischio di contagio, perché questo è un caso particolare che resterà isolato.


Ora poiché di esempi in cui le autorità hanno negato il rischio contagio, sbagliando o mentendo clamorosamente, abbiamo visto che ce ne sono eccome, la domanda non è se potrà toccare anche a noi . La vera domanda è: tra quanto tempo succederà ?
L’invito a riflettere e farlo in fretta, va rivolto ai nostri politici, tutti, perché mentre qui si “cazzeggia” (permettetemi il termine), di presidenza delle camere, tradimenti e/o alleanze in senato, wi-fi, conflitto d’interesse, processo Ruby e “più Europa”, c’è qualcuno che già si frega le mani, non aspettando altro che di poter comprare per due soldi , quello che potenzialmente potrebbe essere il primo Paese del mondo. Povera italietta.  



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