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Petrolio, OPEC. Meeting rinviato: non si riesce a raggiungere un accordo
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La Redazione Articolo pubblicato il 01/12/2020 08:00:00
L’OPEC+, inoltre, deve anche trovare un delicato equilibrio, ovvero deve trovare il modo di far aumentare le quotazioni del petrolio in modo da sostenere i bilanci dei produttori, ma non così tanto da alimentare la produzione shale statunitense, che tende ad aumentare man mano che le quotazioni del barile salgono sopra i 50 dollari (Mosca, inoltre, può tollerare prezzi del greggio più bassi di quanto possa fare l’Arabia Saudita).

 

Il ministro dell’energia dell’Arabia Saudita Abdulaziz bin Salman ha dichiarato di essere intenzionato a dare le dimissioni dal ruolo di co-presidente del Comitato di Controllo Ministeriale, anche se i referenti di Reuters hanno spiegato che il saudita non ha fornito spiegazioni in merito alla decisione.

A gettare acqua sul fuoco è il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, affermando che il disaccordo tra Russia ed OPEC non è pronunciato come all’inizio del 2020, quando il disappunto si trasformò in una guerra dei prezzi che ebbe come conseguenza un disastroso crollo dei prezzi del petrolio; lo stesso Peskov, tuttavia, ha spiegato che il presidente russo Vladimir Putin non chiamerà la leadership saudita prima del meeting OPEC+, una chiamata divenuta una sorta di prassi in passato e che ha contribuito in più di un’occasione a mitigare i dissapori.

L’OPEC+, inoltre, deve anche trovare un delicato equilibrio, ovvero deve trovare il modo di far aumentare le quotazioni del petrolio in modo da sostenere i bilanci dei produttori, ma non così tanto da alimentare la produzione shale statunitense, che tende ad aumentare man mano che le quotazioni del barile salgono sopra i 50 dollari (Mosca, inoltre, può tollerare prezzi del greggio più bassi di quanto possa fare l’Arabia Saudita).

Il prezzo del Brent si attesta a ridosso dei 47 dollari per barile, ma se i tagli non dovessero essere estesi potrebbe cedere sino al 10% (fonte Deutsche Bank).

 

Fonte Bloomberg

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