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Palladio: la bolla scoppierà così…
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La Redazione Articolo pubblicato il 11/03/2019 10:00:11
I minatori hanno ottenuto risultati importanti, ma rischiano di veder andare in fumo il loro lavoro prima di goderne i frutti…

 

Vi sono poi le società come Sibanye Gold e Lonmin, che stanno lavorando per arrivare ad una fusione, ma che sembrano bloccate nel loro processo evolutivo a causa di perdite continue e protratte nel tempo a cui su accompagnano scioperi ed incidenti sul lavoro; anche in questo caso, però, i risultati ci sono e sono anche buoni, a prescindere dalla situazione nel suo complesso che, come abbiamo visto in precedenza, è ben lungi dall’essere definibile ottimale.

Solo buone notizie, quindi? La risposta è si, ma altrettanto vero è che le società estrattrici sembrano destinate a sperperare rapidamente la loro fortuna, prima ancora di potersela godere… 

Implats, un’altra nota società operativa in Sud Africa inizierà a sviluppare il progetto Waterberg nel 2021 e nel frattempo intende aumentare del 30% la produttività della joint venture Mimosa, mentre società come Amplats aumenteranno la spesa in conto capitale, sempre con l’obiettivo di massimizzare la resa degli impianti operativi.

Di sicuro quanto appena affermato non determinerà lo scoppio della bolla a breve termine.  I nuovi progetti necessitano di anni per divenire operativi e, nel mentre, società come Amplats vedono crollare la produzione di Palladio ai livelli più bassi dal 2014 ad oggi.

Di fatto, a livello complessivo, è previsto un aumento della richiesta in arrivo dal settore automobilistico (+500000 once), che, nel 2019, potrebbe creare un deficit di circa 800000 once di Palladio.

Il futuro è quindi roseo per il Palladio? Non è detto… il Cobalto insegna! I prezzi del Cobalto, metallo raro utilizzato nella costruzione di batterie agli ioni di litio sempre nel settore automobilistico, sono crollati di circa due terzi rispetto al picco registrato un anno fa: a determinare il tracollo non è stato un aumento dell’offerta di Cobalto, ma semplicemente l’attività di ricerca dei produttori di batterie che ha consentito loro di spostare l’attenzione verso altri componenti.

Nella prima metà del 2020 sarà necessario prestare la massima attenzione, in quanto non saranno attivi solamente nuovi progetti di estrazione del Palladio, ma aumenterà anche, ad esempio, la diffusione di autovetture elettriche, e questo penalizzerà i prezzi del Palladio, il cui utilizzo risulterà sensibilmente ridotto, grazie anche ad una maggior competitività delle autovetture a carburante pulito rispetto ai mezzi convenzionali.

Cosa dobbiamo fare, quindi? La risposta è molto semplice: dobbiamo goderci la festa finché dura, perché poi…

 

Fonte Bloomberg

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