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Venezuela: ok ad accordo con Russia per ristrutturazione di 3 miliardi di debito



La Redazione Articolo pubblicato il 09/11/2017 12:00:15
Venezuela, Russia e Paris Club!

 

Venezuela e Russia hanno concordato i termini per la ristrutturazione di tre miliardi di debito della nazione latinoamericana e l’accordo vero e proprio diverrà presto realtà: questo è quanto dichiarato dal ministro delle finanze della Russia Anton Siluanov (vedi immagine a seguire).

“I venezuelani hanno confermato i termini concordati in precedenza, ragion per cui la fase conclusiva dell’accordo può essere avviata”: questo il commento di Siluanov, che fa riferimento all’offerta della Russia che prevedeva la redistribuzione dei pagamenti in due fasi distinte, con il saldo della parte più grande del debito posticipabile alla fase 2.  Nessun dettaglio è stato reso noto a proposito dell’ammontare del capitale coinvolto in ogni distinta fase dell’operazione, con il ministro russo che spiega come i dettagli siano ancora in fase di discussione con le autorità preposte del Venezuela.

L’accordo con la Russia consentirà al Venezuela di “tirare il fiato” in un momento di estrema difficoltà che vede la nazione impegnata nel tentativo di ristrutturare 52 miliardi di debito dovuto da governo ed enti statali a creditori privati.  

Leggi qui un approfondimento sul progetto di Nicolas Maduro

Trovare una soluzione con la Russia, secondo Richard Segal (Manulife Asset Management, vedi immagine a seguire), sarà tuttavia decisamente più semplice che fare la stessa cosa con gli investitori privati, ma leggiamo il commento di Segal: “Essendo entrambe le nazioni fortemente basate sul greggio è stato facile mantenere i contatti e le relazioni politiche sono state relativamente cordiali per molto tempo.  Per la Russia, in fondo, è più facile accettare petrolio o denaro ed i produttori di greggio di Mosca hanno interessi notevoli a lungo termine.  Al contrario di questa relazione bilaterale, gli investitori devono delineare in modo marcato la loro posizione a mercato mentre, alla fine, non è nemmeno necessario che i termini dell’accordo tra Caracas ed il Cremlino siano resi noti”.

Tra le società russe coinvolte troviamo - e non poteva essere diversamente - il colosso Rosneft che ha finanziato il Venezuela con diversi miliardi di dollari versati nelle casse di Maduro come pagamento anticipato di una fornitura di greggio: in caso di default, più di un analista concorda nel prevedere che Rosneft avrà grossi problemi nell’ottenere la restituzione di quanto versato.

Leggi qui maggiori informazioni sulla situazione tra Russia e Venezuela

Quanto accade attualmente tra Russia e Venezuela non è certo una novità: nel 2015 vennero versati 3 miliardi di dollari all’Ucraina (sotto forma di acquisto di obbligazioni), ma quando accadde il peggio il Cremlino si rifiutò di negoziare ed iniziò una causa legale contro Kiev che prosegue ancora oggi.

Leggiamo ora cosa pensa di tutto questo Chris Weafer (Macro Advisory, vedi immagine a seguire) che non vede nessuna analogia tra la situazione attuale e quella del 2015: “La situazione attuale è ben diversa da quella del 2015 con l’Ucraina perchè la russia ha buone relazioni con il Venezuela: raggiungere un accordo è fondamentale e Mosca non eserciterà nessuna pressione su Caracas.  La Russia sarà ben felice di aiutare il Venezuela ed attendere i pagamenti”.

I debiti del Venezuela verso la russia sono controllati dal cosiddetto “Paris Club”, un gruppo di creditori che gestisce i prestiti ai governi che ha posto il debito venezuelano in una categoria separata da quella che include i debiti verso i privati.

 

Fonte Bloomberg


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