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Venezuela, Goldman: e adesso cosa facciamo?



La Redazione Articolo pubblicato il 05/12/2017 14:00:03
Goldman, tre miliardi di dollari non sono tanti?

 

Per comprendere quanto sta accadendo in casa Goldman Sachs dobbiamo tornare indietro nel tempo, per la precisione nel mese di maggio, quando la sua unità di gestione patrimoniale ha scatenato un vero e proprio inferno acquistando quasi tre miliardi di dollari in obbligazioni venezuelane: queste obbligazioni non hanno impiegato molto tempo ad essere definite come “Hunger Bonds” (letteralmente bonds della fame), un chiaro accenno all’approfondimento della crisi umanitaria della nazione e sempre poco tempo hanno impiegato le critiche a colpire il noto istituto di credito.

Ora, ne siamo convinti, negli uffici di Goldman Sachs non tira certo una bella aria: gli Hunger Bonds sono in default…

La compagnia emittente, ovvero la controllata statale venezuelana PDVSA, non è riuscita a rimborsare gli investitori prima del termine, all’inizio di questa settimana, di un “periodo di grazia” di 30 giorni ed il default è inevitabile, come inevitabile è stato il crollo dei prezzi delle obbligazioni a 22,5 centesimi di dollaro, valore nettamente inferiore ai 31 centesimi sborsati dagli esperti (io le virgolette non le ho messe…) di Goldman.

Dobbiamo, ad onor del vero, chiarire i fatti: il default non implica necessariamente che l’istituto di credito non vedrà mai più i soldi investiti che, paradossalmente, potrebbero anche giungere nelle casse della banca proprio nel corso dell’attuale settimana grazie agli sforzi di una PDVSA sempre più impegnata a rispettare gli impegni presi nonostante stia lottando, quasi come un novello Don Chisciotte, contro i mulini a vento rappresentati dalle sanzioni USA, e la ristrutturazione del debito invocata dal presidente Maduro potrebbe anche essere favorevole alle casse dell’istituto di credito.

Facciamo comunque il punto della situazione: secondo un’analisi diffusa da Bloomberg alla fine di settembre Goldman Sachs deteneva, in termine di valore nominale, poco meno della metà dei tre miliardi di dollari delle obbligazioni emesse da PDVSA con scadenza nell’anno 2022.

Interpellata, la banca ha rifiutato di commentare la situazione attuale…

 

Fonte Bloomberg


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