Utilizziamo i cookie, anche di terze parti, per alcuni dei nostri servizi.
Continuando la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra. Ulteriori Informazioni
Accetto Nego
Benvenuti su Commodities Trading
Vai alla tua area riservata   Accedi | Hai dimenticato la password?
Il primo portale italiano per il trading sulle materie prime

segnali operativi | opzioni su materie prime | corsi di trading | spread trading


Petrolio: cosa succede in Venezuela



La Redazione Articolo pubblicato il 13/11/2017 11:30:31
La produzione di Petrolio del Venezuela sta crollando, proprio quando Caracas ne avrebbe più bisogno

 

L’output di Petrolio del Venezuela è previsto in calo ad 1,84 milioni di barili giornalieri, livello più basso degli ultimi 30 anni, una situazione confermata dal conteggio dei rigs operativi, che vede il numero di unità attive attestarsi ai minimi degli ultimi 14 anni, con le società petrolifere che riducono le operazioni nel paese a seguito della grave situazione economica in cui versa Caracas.

Il Venezuela, ma questo ormai lo sappiamo bene, potrebbe essere sull’orlo del default e la produzione di Petrolio (il Venezuela detiene riserve di greggio superiori a quelle dei sauditi) scende per il settimo anno consecutivo proprio in un momento in cui la nazione ha un disperato bisogno dei dollari derivanti dalle esportazioni del prodotto.

A preoccupare, purtroppo per il Venezuela, non è solamente la contrazione produttiva, ma anche il calo della qualità del prodotto, ma a questo proposito leggiamo il commento rilasciato ai giornalisti di Bloomberg da Thomas Olney (Facts Global Energy): “Le attività di trivellazione stanno diminuendo in Venezuela ed anche la qualità del prodotto viene meno: le sanzioni statunitensi rendono difficile -per ilVenezuela - reperire i materiali necessari per continuare le attività di perforazione e, naturalmente, tutto questo complica la situazione economica della nazione”.

 

Qualità scadente

Le raffinerie di tre continenti affermano che la qualità del greggio venezuelano è diminuita nel corso del 2017; gli acquirenti hanno abbandonato alcuni carichi, mentre altri accettano gli stessi a patto che venga praticato loro un prezzo di favore.

Negli USA Phillips 66 ha respinto al mittente i carichi di Merey a causa di un eccessivo contenuto di sale (l’eccesso di acqua e contaminanti come il sale determina un aumento della corrosione delle infrastrutture dedicate alla lavorazione del prodotto - le pipelines, ad esempio, potrebbero essere oggetto di interruzioni di servizio - e questo comporterebbe un periodo di inattività deleterio per le raffinerie che, in questo periodo, sono ansiose di soddisfare la richiesta globale di carburanti.  I vascelli che trasportano il greggio rimangono fermi per giorni nei porti venezuelani in attesa delle ispezioni degli addetti assunti dagli acquirenti USA che devono confermare la conformità del Petrolio agli standard richiesti).

Un quadro simile si palesa in Asia, dove fioccano le richieste di rimborso per Petrolio di qualità scadente, con i raffinatori locali che devono affrontare una serie di operazioni supplementari (insieme ai relativi costi) per trattare il tanto detestato “slop” ovvero il mix di Petrolio ed acqua.

Come confermano due raffinatori intervistati da Bloomberg (uno in Europa ed uno in Giappone) la qualità non è il solo problema, in quanto è sempre più fonte di preoccupazione la conclusione di affari con le società venezuelane con la nazione che versa  in un frangente sempre più difficile sia sul fronte economico che su quello umanitario (rumors di mercato suggeriscono che PDVSA sta attuando forti sconti al fine di trattenere i clienti, ma questo trattamento di favore elimina parte del vantaggio derivante dalle quotazioni del greggio più elevate).

Mara Roberts Duque, analista presso BMI, commenta la situazione attuale asserendo che, cit.: “Il forte deterioramento delle strutture unito alla perdita di manodopera specializzata sono elementi che indurranno un calo della produzione che si protrarrà oltre il 2020”.

I raffinatori del Golfo sono i più vulnerabili a questo contesto in quanto basano il 20% della loro fornitura sul greggio extra heavy venezuelano (Tom Nimbley, PBF Energy, ha tuttavia dichiarato di non aver avuto particolari problemi nel rimpiazzare il Petrolio venezuelano).

“Un default - spiega Nimbley - potrebbe complicare le esportazioni, le operazioni di miscelazione e le trattative e, se i creditori tenteranno di appropriarsi dei carichi, gli USA saranno i primi ad essere interessati da questi problemi, ma visto che due terzi delle società petrolifere locali - in Venezuela - sono controllate da società cinesi e russe la produzione continuerà…”.

 

Fonte Bloomberg


Potrebbero interessarti anche...
Petrolio: È la tua ultima occasione
Editoriale
Armando Madeo 20/05/2017 10:00:13
Rivedremo i prezzi del greggio sui 60 dollari al barile? leggi tutto
Petrolio in Crash: ci svegliamo o no?
Editoriale
Gabriele Picello 05/05/2017 03:00:17
Il mercato si è svegliato? Gli investitori si sono svegliati? Verrebbe ... leggi tutto
Petrolio, Venezuela: Too Big To Fail. Cina e Russia incrociano le dita
Editoriale
La Redazione 06/11/2017 07:00:08
La volontà del presidente del Venezuela Nicolas Maduro di rinegoziare il ... leggi tutto
Abbonamenti
per i segnali operativi
Commodity Trading
Il servizio “Commodity trading” di Aldo Ierna, consiste in segnali operativi emessi principalmente su Materie Prime e basati su due metodologie ... leggi tutto

Commodity Report
Commodity Report è un servizio a cadenza settimanale basato sull’analisi indipendente dei principali mercati finanziari. Giancarlo Dall’Aglio pone l’attenzione sul focus ... leggi tutto

Questo sito non costituisce un’offerta o un impegno o un consiglio od una raccomandazione per l’acquisto di valori mobiliari. Le informazioni contenute in questo sito sono puramente indicative. In nessun caso COMMODITIES TRADING è responsabile dei danni che possono derivare dall’uso delle informazioni contenute in questo sito.

Le performance passate hanno molte limitazioni. Nessuna informazione nel sito vuol fare intendere che in futuro si potranno ottenere gli stessi profitti o perdite potenziali. Risultati completamente differenti da quelli presentati possono derivare ad esempio da modifiche strutturali del mercato, movimenti puntuali esplosivi e incontrollati del mercato, errori di sovradattamento del sistema ai dati. Le performance passate non sono indicazione né garanzia di performance future.

Il trading nei Futures è un’attività di investimento ad alto rischio per la quale è possibile perdere anche più del capitale depositato sul conto di trading. Entrando in questo sito si conferma di essere consapevoli dei rischi associati all’investimento in Futures.

La legge di riferimento per le informazioni contenute in questo sito è quella italiana. Eventuali persone che intendono utilizzare i nostri software dovranno verificare in autonomia e sotto la propria responsabilità le norme locali.
Tutti i diritti sono riservati © COMMODITIESTRADING ( è una divisione di Trading Media Group Srl ) - Sito web realizzato da NapoliWeb S.r.l. | Web Agency Napoli