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Petrolio, banche e drillers: le cose non vanno così male!



La Redazione Articolo pubblicato il 11/10/2017 12:00:43
L’industria petrolifera potrebbe avere un complesso di inferiorità?

 

L’industria petrolifera potrebbe essere più pessimista di quanto sia necessario: questo è il risultato di un sondaggio condotto su drillers e finanziatori che mostra come sia possibile, pur con i dovuti limiti, essere più ottimisti sul futuro del mercato del greggio o, almeno, questo è quanto asseriscono le banche che detengono i debiti contratti dagli operatori di settore.

Il sondaggio è stato condotto dalla società Haynes & Boone e mostra chiaramente come la possibilità che i drillers vedano ridursi la possibilità di ricevere finanziamenti sia in netta diminuzione.

Nel dettaglio solamente il 5% degli interpellati prevede che la riduzione dei prestiti concessi sia in grado di portare alla bancarotta le imprese di settore contro il 13% di un anno fa.  Haynes & Boone attribuisce il rinnovato ottimismo all’eccezionale intervento di contenimento delle spese messo in atto dalle società di settore e dai loro fornitori di servizi, un’azione che ha concesso all’intero settore la possibilità di affrontare il terribile periodo di crisi che noi tutti ormai conosciamo molto bene.

La situazione che si presenta agli occhi dei lettori del sondaggio è quantomeno contraddittoria, poichè tradizionalmente i produttori sono più ottimisti rispetto ai banchieri (tradizionalmente conservatori).

 

“Leggendo tra le righe si potrebbe pensare che le banche sono riluttanti ad aumentare la pressione sulle società di settore che si presentano già afflitte, in termini finanziari, dalla recente crisi dei prezzi” (Buddy Clark, co presidente di Haynes & Boone).

I partecipanti al sondaggio prevedono che il 26% dei mutuatari vedrà ridursi la base dei finanziamenti nel corso delle revisioni autunnali ed anche se in prima battuta potrebbe sembrare un dato negativo, questo si presenta decisamente migliore a quello di un anno fa (41%).

Le linee di credito sono un fattore critico per le società di esplorazione e produzione e due volte all’anno, nei mesi di aprile ed ottobre, le banche esaminano la quantità di denaro che sono disposte a prestare ad ogni cliente: questo processo si chiama Redetermination ed è considerato una sorta di barometro in grado di indicare lo stato di salute dell’intero settore.

Tra la fine del 2015 ed il mese di aprile 2017 la base media dei prestiti è stata ridotta del 16% (dati con fonte Bloomberg).

 

Fonte Bloomberg


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