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Petrolio, Venezuela: la produzione deve aumentare. Ad ogni costo!



La Redazione Articolo pubblicato il 05/12/2017 20:00:30
Siamo sicuri che sia proprio Petrolio quello del Venezuela...?

 

Petroleos de Venezuela, un tempo maggior esportatore e produttore di Petrolio dell’America Latina, ha deciso di ricorrere a metodi decisamente poco ortodossi al fine di incrementare la produzione.

La controllata statale venezuelana, meglio nota come PDVSA, ha infatti deciso di produrre un particolare tipo di greggio ottenuto miscelando la produzione tradizionale con quelli che sono classificabili come veri e propri avanzi del processo di raffinazione.  Come ben sappiamo alcuni gradi di greggio venezuelano sono talmente densi o acidi da non poter essere lavorati direttamente così come fuoriescono dai pozzi, ragion per cui è necessario miscelare questi prodotti con sostanze diluenti come Nafta o, in alternativa, un greggio più leggero: semplicemente, la economicamente disastrata PDVSA sta tentando il tutto per tutto per rendere il proprio Petrolio appetibile per i palati dei raffinatori.

“Il Venezuela sta facendo di tutto per piazzare il suo Petrolio, ma mescolare il greggio con gli scarti delle raffinerie è solamente l’ennesimo segnale che mostra il pessimo stato dell’industria di settore venezuelana” (Andy Lipow, presidente di Lipow Oil Associates).

Secondo alcuni referenti di Bloomberg, Cuba, partner commerciale di lunga data, è stata la prima nazione ad importare questo particolare tipo di Petrolio: nel dettagli la prima spedizione è stata effettuata nel mese di ottobre ed altre ne sono seguite per un totale di 1,68 milioni di barili.

Il “nuovo greggio” di PDVSA è destinato a sostituire le esportazioni di Mesa 30, grado venezuelano consolidato da tempo sul mercato.

Questo tipo di operazione è utile in quanto consente a PDVSA di produrre una maggior quantità di Petrolio a costi contenuti massimizzando quindi i ricavi.  Il Venezuela si trova sull’orlo del baratro e, nonostante disponga delle maggiori riserve petrolifere a livello globale, la sua produzione è scesa ai minimi degli ultimi 29 anni.

Il reconstituted oil (così è definito questo particolare grado di greggio) viene probabilmente piazzato a mercato con forti sconti poichè, per un acquirente, è particolarmente difficile fidarsi della qualità del prodotto ricevuto.

 

Fonte Bloomberg


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