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Petrolio: Iran ed Iraq contro l’Arabia Saudita



La Redazione Articolo pubblicato il 11/10/2017 07:00:39
Il rallentare delle esportazioni di Petrolio dell’Arabia Saudita non è certo passato inosservato e tra coloro che hanno notato quanto accaduto troviamo Iraq ed Iran...

 

Il rallentare delle esportazioni di Petrolio dell’Arabia Saudita non è certo passato inosservato e tra coloro che hanno notato quanto accaduto troviamo Iraq ed Iran che non hanno perso nemmeno un attimo ed hanno approfittato del contesto per per guadagnare quote di mercato in Cina e Stati Uniti.

L’Iraq, nel mese di settembre, ha spedito 3,98 milioni di barili giornalieri di greggio (volume più elevato da dicembre), mentre l’Iran ha spedito 2,28 milioni di barili giornalieri (volume più elevato da febbraio): in questo contesto si rileva un export saudita si attesta di “soli” 6,68 milioni di barili giornalieri.

 

La velocità con cui Iran ed Iraq hanno approfittato dell’attuale situazione per guadagnare quote di mercato a scapito dei sauditi non fa altro che mettere in luce ancor di più le “ostilità” presenti all’interno della stessa OPEC, ma a questo proposito leggiamo il commento rilasciato da Richard Mallinson (Energy Aspects): “Iraq ed Iran si sono rivelati decisamente opportunisti nell’inserirsi in quei mercati in cui la fornitura saudita si presenta in calo.  Abbiamo visto come l’Arabia Saudita stia  rallentando le esportazioni, ma questo è coerente con l’impegno profuso nell’agevolare il processo di riequilibrio”.

La frenata dell’export di greggio dell’Arabia Saudita non rappresenta altro che la scelta commerciale del ministro dell’energia Khaled Al Falih, il quale ha ampiamente avvisato i mercati di quanto sta accadendo giustificando il tutto con la necessità di abbattere le scorte di Petrolio.  Nel dettaglio le spedizioni verso gli USA sono diminuite costantemente da maggio ad agosto, mentre le esportazioni complessive dei sauditi sono scese a luglio in corrispondenza del livello più basso degli ultimi 34 mesi e si mostrano inferiori all’anno precedente per circa 1 milione di barili (fonte Joint Organisations Data Initiative, JODI).

L’Iraq ha esportato 871000 barili giornalieri di greggio verso gli Stati Uniti nel mese di settembre, condizione che gli consente di superare l’Arabia Saudita per il secondo mese consecutivo.

 

Nel mirino di Baghdad anche l’India, con un volume medio di spedizioni pari a 794000 barili giornalieri nel corso del 2017 contro i 738000 inviati dall’Arabia Saudita.

 

Si combatte per la Cina

Guardando più ad est si osserva come la battaglia per le quote di mercato vada ad interessare anche la Cina, con l’Iran che ha spedito in loco 600000 barili giornalieri nel mese di settembre contro gli 833000 dell’Arabia Saudita: è evidente come vi sia ancora una chiara leadership saudita, ma le quote di mercato di Teheran aumentano progressivamente.

Mi aspetto che la produzione dell’Iran continui a crescere lentamente nel corso dei prossimi mesi e lo stesso vale per le esportazioni - spiega Robin Mills dagli uffici di Qamar Energy - e se i sauditi manterranno costanti i tagli alla produzione li vedremo perdere market shares in favore dell’Iran”.

 

Iran ed Iraq dovranno lottare per mantenere i progressi attuali: le nazioni sono entrambe aderenti agli accordi di Vienna e stanno già pompando in prossimità dei loro limiti.

 

Fonte Bloomberg

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