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Oro: la strada è tutta in salita



La Redazione Articolo pubblicato il 14/11/2017 10:00:56
Fate parte di quelli che comunemente sono definiti Gold Bugs? Bene: sappiate che dovrete faticare…

 

La tonicità dell’economia globale e la politica delle banche centrali renderanno la vita difficile all’Oro ed a breve termine non sarà assolutamente semplice vedere il grafico del prodotto virare a rialzo in modo deciso: questo è quanto sostiene Troy Gayeski (SkyBridge Capital).

“Viste le intenzioni di FED e BCE sarà molto difficile veder l’Oro prosperare, siamo molto lontani da quello che potremmo definire un ambiente favorevole al metallo giallo.  A parte questo, l’Oro potrebbe già aver registrato un bottom nel corso degli anni passati ed ora è in grado di scambiare in laterale per molti anni, sino a che non entreremo nel prossimo grande ciclo di allentamento, che coinciderà con un aumento del rischio di recessione negli Stati Uniti” (T. Gayeski).

La Federal Reserve ha dato il via al suo nuovo ciclo di serraggio a dicembre 2015, con quattro aumenti dei tassi di interesse messi a segno sino ad ora e con un altro ampiamente atteso dal mercato nel corso del prossimo mese e la BoE (Bank of England) ha aumentato i tassi di interesse per la prima volta in oltre un decennio.  La BCE? Sostanzialmente è allineata: continuerà l’acquisto di bond, ma in misura inferiore a quella attuale per il 50%.  

 

Sistema monetario globale avverso

“Un sistema monetario normalizzato è negativo per l’Oro che, tradizionalmente, si muove meglio in un ambiente connotato da tassi di interesse reali contenuti.  Quando un sistema monetario non si rivela accomodante rende difficile la restituzione di performances positive da parte dell’Oro” (John LaForge, Wells Fargo Investment Institute).

Abbiamo quindi svelato l’arcano? Assolutamente no, perchè Matthew Turner (Macquarie Group) contesta quanto detto da LaForge e Gayeski e sottolinea come le quotazioni dell’Oro possano riservarci alcune sorprese: “In realtà l’Oro ha performato molto bene nel corso dell’ultimo ciclo, mentre si è mostrato piatto negli altri due: non c’è nulla di sicuro”.

Durante il precedente ciclo di serraggio (2004 - 2006, tassi al 5.25%) l’Oro ha guadagnato oltre il 50%: prima ha guadagnato solamente il 6,5% (1999 - 2000, tassi al 6,5%).

Ovviamente Gayeski non ci sta alle affermazioni di Turner e prontamente fa notare come la situazione sia ben diversa ai giorni nostri: il gestore di SkyBridge evidenzia come all’inizio dell’ultimo ciclo di serraggio il prezzo dell’Oro fosse a circa 390 dollari per oncia, ragion per cui il metallo giallo aveva ampi margini di rialzo in un mercato che era disinteressato al prodotto ormai da anni e, soprattutto, in un periodo in cui le pressioni inflazionistiche erano nettamente più pronunciate.

 

Fonte Bloomberg

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