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Lo Shale Boom ha un segreto: i pozzi distrutti in Oklahoma



La Redazione Articolo pubblicato il 07/10/2017 10:00:14

Il boom dello Shale Oil ha portato benefici a tutti gli operatori del settore petrolifero? Onestamente non so come voi potreste rispondere a questa domanda, ma sono sicuro che se la stessa fosse posta a Joe Warren… Beh in questo caso la risposta sarebbe un secco NO!



 

Il boom dello Shale Oil ha portato benefici a tutti gli operatori del settore petrolifero? Onestamente non so come voi potreste rispondere a questa domanda, ma sono sicuro che se la stessa fosse posta a Joe Warren… Beh in questo caso la risposta sarebbe un secco NO!

Partner di Brown & Borelli, Warren vede le sue attività letteralmente devastate dalla perforazione orizzontale che danneggia inesorabilmente almeno un terzo dei 65 - 70 pozzi; capiamoci sin dal principio: non c’è nessun dolo, ma semplicemente la perforazione orizzontale può essere attiva per chilometri e chilometri negli Shale Plays e con se porta acqua, sabbia ed altre sostanze chimiche in grado di paralizzare, almeno parzialmente, le operazioni condotte tramite i pozzi più datati.

In termini economici la perdita assume connotazioni ingenti: si parla di 250000 dollari annui in perdite produttive a cui se ne aggiungono altri 150000 destinati ad interventi di manutenzione che, tradizionalmente, non sarebbero necessari.

Il problema è evidente e non è il solo Warren - ovviamente - ad esserne attinto: questa condizione affligge e preoccupa praticamente tutti gli attori presenti sulla scena di questo immenso mercato, degli attori che ore si stanno adoperando raccogliendo dati e dichiarazioni al fine di poter spingere le autorità competenti ad emettere una serie di ferree regole in materia in grado di garantire una compensazione nel caso in cui si verifichino danni.

“Noi non dobbiamo sacrificare la nostra attività sull’altare della perforazione orizzontale - spiega Warren - non vogliamo fermare lo sviluppo della perforazione orizzontale, vogliamo solo che questa sia correttamente regolamentata”.

Alcuni dei pozzi di Warren hanno subito solamente lievi perdite in termini di produzione, mentre altri sono divenuti totalmente inattivi e non è stato possibile salvarli: Warren, attualmente, non è coinvolto in vere e proprie azioni legali, ma ritiene che queste siano necessarie al fine di trovare una soluzione a questa incresciosa situazione, anche se un’azione di questo tipo potrebbe durare anni ed essere connotata da costi elevati.

 

451 Pozzi

Oklahoma Energy Producers Alliance (gruppo che rappresenta i drillers convenzionali) durante uno studio condotto su vasta scala ha rilevato ben 451 pozzi in una sola contea che risultavano danneggiati dalla perforazione orizzontale e di questi l’80% si trovava all’esterno dei confini delle operazioni Shale.

Il danno, talvolta, consiste “solamente” nella presenza di spese aggiuntive da destinarsi alla riparazione dei pozzi, ma in alcuni casi la situazione è talmente grave da condurre alla fermata del pozzo in oggetto. 

“Temo che quando approfondiremo la situazione rileveremo che questa è ben peggiore di quanto possa apparire in prima battuta”: questo il commento di Mike Cantrell, dirigente di Oklahoma Energy Producers Alliance.

La perforazione orizzontale consente ai produttori di sfruttare al meglio le riserve site nelle formazioni scistiche, ma non dobbiamo dimenticare che quando gli esploratori perforano ed attingono alle riserve in oggetto non fanno altro che utilizzare quelle stesse riserve ove si è creato il greggio che alimenta(va) i vecchi pozzi verticali, ossia quello che in termini tecnici è definito come "source rock”. 

La tecnica consente di estendere la perforazione orizzontale sino a due miglia, eliminando così la necessità di implementare numerosi pozzi verticali.

A proposito: i pozzi del nostro Warren sono per la maggior parte siti nella Kingfisher County, un’area interna a quella di Scoop and Stack, dove le attività di perforazione sono state oggetto di un notevole aumento (nel bacino di Cana Woodfrod i rigs operativi sono saliti a 62 dai 36 di inizio anno).

I pozzi verticali più colpiti da questo fenomeno sono quelli definiti in gergo “stripper wells”, ovvero pozzi che producono una media giornaliera di 15 - se non meno - barili giornalieri: tali pozzi possono anche essere irrilevanti per le gradi compagnie petrolifere, ma per le piccole società rappresentano comunque una fonte di sostentamento.

 

Devon Energy

Un esempio della situazione in essere è quello di Devon Energy: la società è stata condannata per negligenza ed è stata costretta a risarcire una somma di 220000 dollari a seguito del danneggiamento di due pozzi.

“Devon cerca sempre di svolgere le sue attività in modo sicuro e responsabile e nel totale rispetto degli altri operatori e quando è provato che le attività di Devon hanno causato danni ad un pozzo verticale esistente allora si da il via ad un tentativo di negoziazione in grado di garantire un giusto risarcimento al proprietario del pozzo in oggetto” (John Porretto, portavoce di Devon Energy).

In riferimento al caso in oggetto, Devon ha sottolineato come le autorità competenti abbiano quantificato il danno con una cifra minore a quella proposta dalla stessa Devon

Quanto accaduto, spiega Matt Skinner dagli uffici di Oklahoma Corporation Commission (organo di regolamentazione) evidenzia la presenza di un problema ancor più ampio: la commissione ha infatti tentato, senza esito, di spingere gli operatori a denunciare eventuali danneggiamenti anche nel caso in cui questo non dovessero tradursi in eventi ad elevato impatto ambientale, ma i maggiori operatori di settore non hanno fornito il loro supporto, ragion per cui le aziende non hanno nessun tipo di obbligo di segnalazione.

Secondo Skinner l’ostacolo principale è la mancanza di dati e quindi la commissione si sta concentrando, sempre nell’ottica di ottenere segnalazioni precise, sugli operatori dei pozzi verticali: l’esito, per ora, consta in 20 incidenti accertati e 55 in attesa di analisi.

“Sappiamo cosa sta succedendo, sappiamo che è un problema ed abbiamo tutte le ragioni per affermare che la fuori vi siano ben più incidenti di quelli di cui siamo a conoscenza attualmente” (M. Skinner).

Nel frattempo la Oklahoma Energy Producers Alliance si sta adoperando per frenare l’espansione della trivellazione orizzontale sino a che non si disponga di dati più precisi in merito all’impatto della stessa sui pozzi esistenti.

“Dobbiamo rallentare questo processo sino a che non avremo un regolamento che ci consenta di tenerci al passo con la perforazione orizzontale: abbiamo applicato un regime di regolamentazione delle attività verticali a quelle orizzontali…” (M. Cantrell).

 

Fonte Bloomberg

 

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