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Cobalto. Dalla miniera al cellulare, la Blockchain colpisce ancora
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La Redazione Articolo pubblicato il 11/02/2018 10:00:58
La Blockchain continua a far parlare di se ed ancora una volta entra a gamba tesa nel mondo delle commodities

 

La Blockchain continua a far parlare di se ed ancora una volta entra a gamba tesa nel mondo delle commodities.

Questa volta si parla di Cobalto e la rivoluzionaria tecnologia sarebbe utilizzata per tracciare il percorso del prodotto dalle miniere della Repubblica Democratica del Congo sino ai prodotti finali, che si parli di smartphone piuttosto che di batterie per auto elettriche poco importa…

Fonti ben inserite nell’ambiente sostengono che nel corso di quest’anno sarà avviato un progetto pilota che avrebbe come obiettivo garantire a brand come Apple e Tesla che il Cobalto da loro utilizzato non sia estratto sfruttando il lavoro minorile.

Mappa delle principali estrazioni minerarie nella Repubblica Democratica del Congo

Il monitoraggio del Cobalto, tuttavia, presenta significative difficoltà: è necessario, infatti, monitorare ogni sito produttivo con particolare attenzione a quelli non ufficiali, tutti gli attori attivi nell’intera catena di approvvigionamento dovrebbero aderire a questa nuova iniziativa, ogni dato dovrebbe essere trasmesso per via elettronica, anche quelli provenienti da aree remote, e tutto questo dovrebbe accadere in una nazione afflitta dall’illegalità.

Le aziende, in ogni caso, dovranno prendere una decisione in quanto la pressione esercitata da consumatori ed investitori diviene ogni giorno più elevata ed ognuno di loro pretende che la catena di approvvigionamento sfruttata sia totalmente priva di violazioni dei diritti umani, proprio come accade per la maggior parte dei prodotti minerari utilizzati nell’elettronica, dal Tantalio allo Stagno, al Tungsteno, all’Oro.

Le imprese cinesi, che rappresentano la principale destinazione del Cobalto estratto nel Congo, hanno creato la Responsible Cobalt Initiative, una vera e propria innovazione volta a combattere il lavoro minorile sostenuta da colossi di settore come Apple e Samsung.

Bambini impiegati nell’estrazione di Cobalto - Fonte immagine - Mintpressnew.com

Il problema principale, in questo contesto, sono le miniere non ufficiali: queste producono fino ad un quinto del Cobalto estratto in Congo - maggior produttore globale del minerale - ma risulta molto difficile trovare un modo sicuro per tracciare il Cobalto estratto in questi siti.

“La richiesta di rendere il Cobalto più sostenibile è destinata a crescere sempre più: questo vuol dire che sarà necessario trovare una soluzione e la Blockchain potrebbe aiutarci” (dichiarazione rilasciata a Reuters da una fonte di settore che ha richiesto l’anonimato).

 

Una questione aperta

La Blockchain è attualmente utilizzata nel settore dei Diamanti: alle gemme viene data una sorta di “impronta digitale” che viene costantemente tracciata dalla Blockchain mentre i Diamanti vengono venduti fornendo così una vera e propria documentazione “a prova di falso” che identifica l’intero percorso compiuto dalla pietra in questione.

La catena di approvvigionamento del Cobalto è molto più complessa, ma utilizzando la Blockchain si potrebbero tracciare almeno quelle fasi che tanta preoccupazione destano tra investitori e consumatori.

Miniera di Cobalto nella Repubblica Democratica del Congo - Fonte immagine - Cnet.com

Sheila Warren, responsabile della Blockchain Policy al World Economic Forum, ha affermato che capire quanto questo progetto possa funzionare in un ambiente come quello del Congo connotato da conflitti ed illegalità diffusa è veramente difficile: “Stiamo testando il tutto in ogni modo e la tecnologia non è di certo la parte più complicata…” (S. Warren).

Amnesty International, che si occupa da tempo del problema del lavoro minorile nelle miniere di Cobalto del Congo, si mostra anch’essa molto interessata alla tecnologia Blockchain ed in particolar modo è interessata a comprendere come possa essere d’aiuto nel tracciare i pagamenti corrisposti agli intermediari: “Bisogna diffidare delle soluzioni tecnologiche proposte per problemi che sono anche politici ed economici, ma la Blockchain può aiutare. Non siamo contrari” (Mark Dummett, ricercatore di Amnesty International).

Il Congo detiene il 50% delle riserve mondiali di Cobalto e la domanda per questo prodotto è destinata ad aumentare insieme al proliferare delle auto elettriche: nel 2016 il 54% delle 123000 tonnellate di Cobalto prodotte nel mondo è stato estratto in Congo.

Case automobilistiche come Volkswagen stanno tentando di assicurarsi forniture di Cobalto a lungo termine al fine di poter far fronte ad un aumento della produzione di auto elettriche ma, allo stesso tempo, sono particolarmente esigenti nel pretendere la totale assenza di lavoro minorile in tutta la catena di approvvigionamento.

 

A seguire - Blockchain e Cobalto: come funziona la struttura

 

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