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Caffè, prezzi in Crash: il Brasile non basta



La Redazione Articolo pubblicato il 12/10/2017 10:00:09
...una price action che mostra come il mercato abbia letteralmente snobbato i dati relativi alle esportazioni guardando con maggiore apprensione alle condizioni meteo che evidenziano un ritorno delle precipitazioni in alcune aree chiave per i raccolti della nazione.

 

Nel momento in cui queste righe sono scritte (mercoledì 11 ottobre 2017 ore 19.00) il contratto dicembre 2017 sul Caffè Arabica lascia sul parterre oltre tre punti percentuali (vedi grafico a seguire), una price action che mostra come il mercato abbia letteralmente snobbato i dati relativi alle esportazioni guardando con maggiore apprensione alle condizioni meteo che evidenziano un ritorno delle precipitazioni in alcune aree chiave per i raccolti della nazione.

 

“La prossima settimana potrebbe essere connotata da un aumento delle precipitazioni in grado di lenire eventuali danni derivanti dalla precedente siccità, anche se le previsioni indicano che le piogge saranno inferiori ai livelli standard” (Carlos Mera, Rabobank).

Il fattore meteo ha completamente eclissato i dati diffusi da Cecafè - gruppo di esportatori brasiliano estremamente influente - che mostrano un export in calo dell’11,5% nel mese di settembre ad un totale di 2,3 milioni di tonnellate: il dato ha sollecitato l’attività dei venditori poichè tradizionalmente settembre è un mese caratterizzato da vendite sostenute (variazione percentuale calcolata su base mensile).

 

La stima di Cecafè assume contorni quasi drammatici se osservata su base annuale e lo stesso Nelson Carvalhaes (presidente del gruppo) conferma quanto appena scritto citando un calo annuale pari al 25% diffuso a tutte le principali varietà, ovvero Arabica e Robusta, indotto essenzialmente dalla riluttanza dei coltivatori ad immettere il prodotto a mercato agli attuali, e poco soddisfacenti, livelli di prezzo.

Concludendo, Carvalhaes sostiene che il dato di settembre rende estremamente difficile prevedere le future variazioni dell’export brasiliano.

A non essere stupito dei dati di Cecafè è Carlos Mera che sostiene come già da tempo siano presenti i segnali di un mercato brasiliano sostanzialmente stagnante in un contesto che vede i paesi tradizionalmente importatori connotati da livelli di scorte sostenuti; sempre secondo Mera lo stallo potrebbe durare ancora due o tre mesi.

“Deve accadere qualcosa - spiega Mera - o i coltivatori accetteranno un prezzo basso o gli acquirenti dovranno rassegnarsi a pagare un prezzo più elevato per ravvivare il mercato”.

 

Fonte Agrimoney
Fonte tabella esportazioni Cecafè


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